Nel mondo della moda sono avvenuti notevoli
cambiamenti da quando sempre più ragazze “di taglie morbide” hanno esordito
sulle passerelle delle più importanti città, rompendo i soliti cliché di
modella pelle e ossa.
Per questo motivo è stata aperta una controversa
discussione tra le grandi firme del momento:
‘Ciao
Magre’ è la prima agenzia di moda indipendente italiana, fondata dalla
famosa stilista milanese Elena Mirò.
Essa incoraggia giovani e affascinanti ragazze con
tanta voglia di “fare moda”, a mettersi in gioco partecipando ai provini che hanno
luogo ogni anno, dal 2013, nei padiglioni del Gruppo Miroglio, a Milano e ad
Alba (CN). I prossimi saranno il 14 aprile 2016.
C’è un solo imperativo: OVERSIZE. Sono accettate solo ragazze con tante curve, oltre la
taglia 46.
Ma agenzie di questo tipo, aiuteranno davvero le
ragazze a fare carriera?
Se lo è chiesto anche il blogger Morgan Palmas che ha
intervistato la più famosa modella curvy
italiana, Elisa d’Ospina.
“Elisa, tu hai partecipato a numerosi concorsi e sei diventata
famosa. Ma al principio del tuo successo, che cosa c’è stato?”
E: “In realtà è partito tutto per caso: ero ad una
fiera e mi fermò una talent scout chiedendomi se avessi voluto cimentarmi nel
mondo della moda per taglie forti, io a quei tempi avevo una 44 e ci rimasi un
po’male, ma poi accettai. Ho avuto modo di conoscere grandi stilisti e grandi
persone che mi hanno aiutata a non rinunciare a questa avventura. Quindi eccomi
qui.”
“Sappiamo che conosci l’agenzia ‘Ciao Magre’. Pensi che l’Italia investa abbastanza nel campo del curvy o c’è ancora tanto da imparare?”
E: “Purtroppo in Italia il curvy è spesso solo una forma di marketing, ho conosciu
to poche aziende che credono veramente nel progetto, ‘Ciao Magre’ è una di quelle. Ma il problema è che le donne della vita reale non sono come quelle delle sfilate, quindi se le agenzie non investiranno davvero in questo campo, ci perderanno solo loro!”
to poche aziende che credono veramente nel progetto, ‘Ciao Magre’ è una di quelle. Ma il problema è che le donne della vita reale non sono come quelle delle sfilate, quindi se le agenzie non investiranno davvero in questo campo, ci perderanno solo loro!”
“Diresti quindi che in altri paesi sono mentalmente più avanti di
noi italiani?”
E: “Non più avanti, semplicemente hanno mentalità
differenti. Per esempio, noi in Italia consideriamo la taglia 44 già oversize, talvolta è difficile trovarla
nei negozi. In America invece la 44 è difficile da trovare perché è una taglia
troppo “da magre”. Questo è particolare da notare.”
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| Logo 'The Perfect Body' di Victoria's Secret |
Si è sollevato un gran polverone tra le modelle curvy di tutto il mondo contro l’agenzia
Victoria’s Secret a seguito della sua
campagna ‘The Perfect Body’ (ovvero ‘Il Corpo Perfetto’), che includeva una
top 10 degli “angeli” (le modelle di Victoria) con il corpo più bello,
statuario e longilineo.
Da ciò nasce il movimento #ImNoAngel, che, come spiega l'ideatrice del progetto, Linda Heasley, è una forma di
protesta nei confronti degli stereotipi femminili, poiché “tutte le donne, di tutte le taglie, sono
belle”, motto che ha fatto trasalire molti stilisti americani.
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| Modelle per #ImNoAngel |
Daniela Galofaro e Beatrice Cumino




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