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domenica 29 novembre 2015

#CiaoMagre

Nel mondo della moda sono avvenuti notevoli cambiamenti da quando sempre più ragazze “di taglie morbide” hanno esordito sulle passerelle delle più importanti città, rompendo i soliti cliché di modella pelle e ossa.
Per questo motivo è stata aperta una controversa discussione tra le grandi firme del momento:

Sfilata Elle Addiction, New York 2014
Modelle magre o modelle ‘curvy’?

‘Ciao Magre’ è la prima agenzia di moda indipendente italiana, fondata dalla famosa stilista milanese Elena Mirò.
Essa incoraggia giovani e affascinanti ragazze con tanta voglia di “fare moda”, a mettersi in gioco partecipando ai provini che hanno luogo ogni anno, dal 2013, nei padiglioni del Gruppo Miroglio, a Milano e ad Alba (CN). I prossimi saranno il 14 aprile 2016.
C’è un solo imperativo: OVERSIZE. Sono accettate solo ragazze con tante curve, oltre la taglia 46.

Ma agenzie di questo tipo, aiuteranno davvero le ragazze a fare carriera?
Se lo è chiesto anche il blogger Morgan Palmas che ha intervistato la più famosa modella curvy italiana, Elisa d’Ospina.

Elisa d'Ospina, shooting aprile 2015

“Elisa, tu hai partecipato a numerosi concorsi e sei diventata famosa. Ma al principio del tuo successo, che cosa c’è stato?”
E: “In realtà è partito tutto per caso: ero ad una fiera e mi fermò una talent scout chiedendomi se avessi voluto cimentarmi nel mondo della moda per taglie forti, io a quei tempi avevo una 44 e ci rimasi un po’male, ma poi accettai. Ho avuto modo di conoscere grandi stilisti e grandi persone che mi hanno aiutata a non rinunciare a questa avventura. Quindi eccomi qui.”

“Sappiamo che conosci l’agenzia ‘Ciao Magre’. Pensi che l’Italia investa abbastanza nel campo del curvy o c’è ancora tanto da imparare?”
E: “Purtroppo in Italia il curvy è spesso solo una forma di marketing, ho conosciu

to poche aziende che credono veramente nel progetto, ‘Ciao Magre’ è una di quelle. Ma il problema è che le donne della vita reale non sono come quelle delle sfilate, quindi se le agenzie non investiranno davvero in questo campo, ci perderanno solo loro!”

“Diresti quindi che in altri paesi sono mentalmente più avanti di noi italiani?”
E: “Non più avanti, semplicemente hanno mentalità differenti. Per esempio, noi in Italia consideriamo la taglia 44 già oversize, talvolta è difficile trovarla nei negozi. In America invece la 44 è difficile da trovare perché è una taglia troppo “da magre”. Questo è particolare da notare.”

Logo 'The Perfect Body' di Victoria's Secret
Ma ogni medaglia ha il suo rovescio; non tutti infatti sono contenti della “rivoluzione fashion” che sta prendendo piede.
Si è sollevato un gran polverone tra le modelle curvy di tutto il mondo contro l’agenzia Victoria’s Secret a seguito della sua campagna ‘The Perfect Body’ (ovvero ‘Il Corpo Perfetto’), che includeva una top 10 degli “angeli” (le modelle di Victoria) con il corpo più bello, statuario e longilineo.
Da ciò nasce il movimento #ImNoAngel, che, come spiega l'ideatrice del progetto, Linda Heasley, è una forma di protesta nei confronti degli stereotipi femminili, poiché “tutte le donne, di tutte le taglie, sono belle”, motto che ha fatto trasalire molti stilisti americani.


Modelle per #ImNoAngel
Adesso sta a voi decidere da che parte stare, ma è importante ricordare che i gusti sono solo gusti, le mode vanno e vengono, quindi bisogna imparare, come hanno fatto queste ragazze, a sentirsi bene nel corpo in cui si è.








Daniela Galofaro e Beatrice Cumino

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