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domenica 29 novembre 2015

Come conoscere e combattere il terrorismo islamico






Il fatto determinate che ha mosso gli animi della gente è stato l'attentato compiuto a Parigi il 13 novembre 2015.L'attacco di quel venerdì sera conta un numero di uccisioni pari a 128 morti e circa 60 feriti.


Paura tra la popolazione parigina





Non bisogna confondere, però, religione e politica. La distinzione va fatta, poiché l'ISIS è sì un'organizzazione terroristica che si rifà all'integralismo islamico, ma i motivi che portano a compiere stragi come quella accaduta a Parigi sono di natura puramente politica ed economica. Uno dei principali è il desiderio di maggiore indipendenza dai governi europei e quello statunitense.


Militanti ISIS





  Bisogna assolutamente collaborare insieme alle comunità musulmane delle nostre città per non farle sentire isolate. Sono la maggiore e la principale risorsa, poiché sono ricche di persone con una visione complessa ed articolata del mondo islamico e possono far comprendere meglio di chiunque altro il fenomeno terroristico dell'ISIS.



Comunità musulmana





Un errore da evitare assolutamente per comprendere meglio il fenomeno del terrorismo islamico ed affrontarlo è quello di confondere e mischiare il fenomeno dell'immigrazione con quello del terrorismo. Coloro che fuggono dai propri paesi per tentare di conquistare una vita migliore in Europa, fuggono, per lo meno alcuni, anche dai territori in cui l'ISIS si è insediata e ha instaurato il proprio regime dittatoriale fondato sull'integralismo islamico e sul terrore.




Migranti



                Giungiamo ora ai possibili metodi per cercare di fermare il fenomeno dell'ISIS.


1- L'ISIS si potrebbe paragonare alla Germania Nazista del 1938 e proprio per questo bisogna affrontare il problema. Continuare a trascurare ciò non procurerebbe altro che una propagazione territoriale di questo oggetto terroristico e non farebbe altro che aumentare la preoccupazione delle persone.


2-Sicuramente le iniziative più discusse dai vari governi occidentali sono due in questo momento: una guerra condotta con mezzi aerei  o affrancarsi dal business del petrolio dell'area medio-orentiale.


La prima opzione è già stata messa in atto dalla Francia di François Hollande, che secondo l'ISIS sarebbe stato il fatto scatenante dell'attentato del 13 novembre a Parigi, che ha distrutto alcune basi dell'ISIS. La seconda era già stata presa in considerazione e messa in pratica dal governo statunitense, ma a causa di motivi economici il progetto non è più andato avanti.


Analizzando le due opzioni, si può dedurre che la prima sarebbe senz'altro quella più diretta, ma anche la più rischiosa: infatti ciò aumenterebbe sicuramente il rischio di attentati e bisognerà gestire in maniera oculata il periodo post-bellico, non come per le altre guerre condotte in medio oriente. A riguardo della seconda opzione possiamo dire che se avesse successo, potrebbe sicuramente risolvere la situazione relativa all'ISIS, ma l'ostacolo economico per il momento impedisce che il progetto vada a buon fine.


3-Inoltre c'è bisogno ovviamente di investire maggiormente in spesa militare ed in sicurezza, e coinvolgere anche governi che non ci piacciono come la Russia nel progetto "anti-ISIS", perciò imparare a lavorare seguendo la logica del male minore.

Matteo Boniello ed Edoardo Ricuperati(problema impaginazione)














































































































































































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