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domenica 13 dicembre 2015

Babbo Natale arriva prima per i bambini in ospedale

Come tutti gli anni a partire dal 2009, anche quest’anno la fondazione FORMA (Fondazione Ospedaliera Infantile Regina Margherita) organizza il 13 dicembre il più grande raduno di santa Klaus in Italia, in Piazza Polonia, davanti all’ Ospedale Regina Margherita.

 Questa Fondazione lavora ogni anno ininterrottamente per aiutare l’ospedale su più fronte e ogni anno prima di Natale gente di tutti i tipi, grandi e piccoli, motociclisti e maratoneti, studenti e mamme, genitori e nonni, si travestono da Babbo Natale e sfrecciano in motorino per poi fermarsi nel luogo del raduno e calare dal tetto dell’ospedale, e infine festeggiare con vin brulè, musica e Rap «Natale è, Natale oh, Natale è, oh oh», creato appositamente da Beniamino Luppino e coreografato da Danza Studio.


 

Per quest’anno erano attese almeno 15.000 persone, visto il coinvolgimento sempre maggiore nel progetto da parte delle scuole, ma invece sono ancora aumentate per un totale di 16.000 partecipanti.

 

Il fine di questo raduno è di sollevare l’animo dei bambini in degenza ovviamente, che nel giorno prefissato non vedono l’ora di vedere tutte le persone travestite, ma anche di raccogliere fondi per finanziare un altro progetto della medesima fondazione che non è ancora potuto partire: si chiama “La Risonanza Amica- un esame a misura di bambino”. L’esame non spaventerà più i piccoli, in quanto il percorso sarà “decorato a tema”, e loro potranno vedere ciò che succede durante la risonanza in modo da ridurre notevolmente il livello d’ansia e di conseguenza le anestesie.












Costanza Avvico

giovedì 10 dicembre 2015

Si accende la magia del Natale: i 5 mercatini natalizi più belli d'Europa

Il profumo dei dolci fatti in casa e degli abeti decorati, le luci delle vetrine in festa e delle luminarie colorate, i suoni dei canti, le risate dei bambini e lo scampanellio del Babbo più famoso al mondo ci fanno subito pensare al  Natale. Nel periodo più magico dell'anno non possono mancare i famosi mercatini che sono in grado di farci sognare e tornare bambini. Per questo motivo voglio presentarvi le più amate e belle località da visitare.


Vienna


Visitare i mercatini di Natale di Vienna è un'esperienza unica ed indimenticabile. La città si riempie di luci che donano un'atmosfera da fiaba grazie alle 150 bancarelle con prodotti artigianali e cibi tipici della tradizione austriaca che con il loro profumo riempiono ogni vicolo della città. Ad ogni passo vi innamorerete di questo luogo magico tra il profumo del punch, del pan di zenzero e delle mandorle tostate.

Tallin
                                                               

L'atmosfera di questo mercatino è unica; dominata da un enorme albero di Natale che spicca sulla piazza. In un ambiente idilliaco fatto di luci e di neve, il visitatore sembra catapultato in una fiaba.

Salisburgo

Salisburgo è una fra le mete preferite dagli amanti dei mercatini di Natale. Nel centro storico della città ogni anno l'aria si riempie di profumo di vin brulè e biscotti tipici, il tutto accompagnato dai cori di Natale che si svolgono davanti al dumo.

Praga

Sono ben sei i mercatini di Natale che si svolgono a Praga, ma il più famoso è quello che si trova a Staromestské namesti nella piazza della città vecchia.Tra gli stand si possono assaggiare pannocchie arrostite, castagne, panpepato al miele e dei biscotti tipici natalizi. Per i più piccoli viene allestito anche un mini zoo con lama, pony e caprette.

Monaco di Baviera

Quando scende la notte, il mercatino di Natale di Marientplatz a Monaco di Baviera trasforma la città in un ambiente fiabesco, facendole vivere attimi di incanto. La magia che si crea è qualcosa di semplicemente unico in tutto il mondo che offre ai turisti un'esperienza davvero indimenticabile.
                                                        
                                                                                          Ludovica Ariaudo

“CHIAMATEMI FRANCESCO”

                                                “CHIAMATEMI FRANCESCO”
Atteso in tutto il mondo finalmente arriva al cinema Chiamatemi Francesco – il Papa della gente, film di Daniele Luchetti, che non racconta solo la storia di Jorge Mario Bergoglio, interpretato da Rodrigo de la Serna, ma anche quella del suo popolo, quello argentino, dalla disgrazia dei desaparecidos alla dittatura militare. 

Il film ripercorre le tappe importanti della vita di Bergoglio, che decide di interrompere gli studi e di rinunciare all’amore di una bellissima ragazza per entrare nell’ordine dei Gesuiti e inseguire il sogno, tuttora irrealizzato, di andare in Giappone come missionario. 

Inizia la sua avventura religiosa a Buenos Aires, durante gli anni di dittatura, come Padre Provinciale responsabile di un istituto, si contraddistingue subito dagli altri preti per la sua bontà e la sua ostinazione nel predicare la parola di Dio senza alcuna corruzione nonostante molti dei sui compagni vengano uccisi e torturati dalla polizia di Videla perché avevano aiutato dei seminaristi. 

 Durante il suo percorso Bergoglio ha sempre cercato di essere dalla parte della gente più povera e di attirare a se anche i potenti della Chiesa in modo tale da poter aiutare davvero il popolo argentino, purtroppo questo non è stato sempre possibile e il prezzo da pagare per la sua devozione sono state le sparizioni e le torture delle persone a lui vicine. Nonostante ciò questo prete, partito dalle zone più povere dell’Argentina, ha continuato il suo percorso fino al 13 Marzo 2013, giorno in cui è stato eletto Papa. 








Giulia Mortarotti e
Roberta Gemelli

mercoledì 9 dicembre 2015

Si apre il Giubileo alla presenza di cinquantamila persone

 Ieri mattina alle ore 11,11 papa Francesco ha aperto la Porta Santa di San Pietro inaugurando ufficialmente l'Anno Santo. Fra queste cinquantamila persone spiccavano il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Il tema centrale del Giubileo è la  Misericordia: "Anteponete la misericordia al giudizio" ha ribadito il papa "abbandonando ogni forma di paura e timore".


Papa Francesco apre la Porta Santa

Prima di aprire la porta, il pontefice ha abbracciato il suo predecessore Benedetto 16°, che ha voluto essere presente nonostante i problemi di salute legati alle gambe.


Abbraccio simbolico tra i due papi


Francesco si è successivamente rivolto nell'omelia ai preti, concedendo loro la facoltà di assolvere attraverso la confessione i fedeli dal peccato dell'aborto .Mai visto uno spiegamento di forze così massiccio, anche se ci si aspettava una folla più numerosa. Per l'occasione la città è stata militarizzata, ma non sono stati segnalati casi d'emergenza tranne qualche malore di pellegrini stanchi e sfiniti dalle lunghe ore di coda e di attesa. 

Roma blindata in vista dell'apertura del Giubileo







Edoardo Ricuperati






Control-alt-canc > Homo Googlesapiens

Internet apre i nostri orizzonti. È un dato di fatto. Che non ne sfruttiamo abbastanza il potere o che esageriamo nel farlo, questo fa parte dell’indole naturale dell’uomo a complicare il complicabile, e non è ciò di cui leggerete in questo articolo. 

Vorrei invece parlare di un’altra indole umana; quell’indole curiosa, inarrestabile e testarda che contraddistingue l’essere umano e che ne caratterizza l’evoluzione nei secoli. Ecco, vorrei parlare di quest’indole e della sua relazione con internet, nel momento in cui, per l’esattezza, spinto da desiderio di conoscenza e di approfondimento, un esemplare di Homo sapiens sapiens si trova a dover fronteggiare la homepage di Google, quasi come ci si aspetta che un Homo erectus fronteggi un Mammut per scopi diversi da quelli della vile attenzione a frivolezze di stomaco. 

Mi riconosco in prima persona nella vasta categoria di ingordi di nozioni, nonché principale target di quest’articolo. Devo ammettere che non è stato affatto facile crearmi un antro comodo in cui poter trascorrere gaie giornate su internet, stanca e sudata, a scartare e maledire siti che solo all’apparenza erano in grado di trasmettermi qualcosa. Ormai sono entrata nel tunnel, e internet ha pervaso la mia mente con un intenso profumo di Culture N°5, ed è diventato parte della mia quotidianità. 

E l’ingordigia non si ferma di fronte a nessuna materia e nessun argomento, ed è tutta colpa o tutto merito di indomabili click. Dopo intense ore passate a imparare (anche solo superficialmente) di linguaggio HTML, lingue più disparate, filosofi classici e moderni, curiosità sulla visione del mondo secondo i pesci, le farfalle e gli elefanti, la tavola periodica, storia della psicologia e qualsiasi altra informazione che mi sia capitata fra le mani, ho raccolto una lunghissima lista di fonti interattive di cultura, che mi mettono in moto il cervello e che mi auguro non smettano di farlo. 

Vorrei che fossero paradigma della potenzialità delle ricerche, dell’interesse e della voglia di sapere. Vorrei esprimere il mio amore per questo strumento che forse viene troppo sottovalutato in ambito culturale, e che, se accompagnato da un solido e passionale apprendimento cartaceo, non può che agire da elisir di lungo interesse per la nostra mente. 

Vorrei che visitaste queste pagine, crème de la crème del lunghissimo elenco, e che provaste, provaste solo, a uscirne uguali a prima. 

Duolingo, Lingvist, Memrise, o Come imparare le lingue che nemmeno te ne accorgi e sei già poliglotta.



The School of Life, TED-Ed, CrashCourse, o Come imparare molto bene di un po’ di tutto, appagati dalla grafica irresistibile. 


Periodic videos, Codecademy, Numberphile, o Come imparare cose da liceo scientifico anche se la prospettiva non ti alletta.


(Avvertenza: Molte di questi siti sono in lingua inglese, perché sfortunatamente i contenuti italiani non sono ancora così ricchi)

Erica Vallerga

Mourinho: dal triplete al rischio esonero

La situazione di Josè Mourinho, allenatore del Chelsea, sta diventando un vero e proprio tormentone sportivo.

Mourinho durante una conferenza stampa





L'allenatore portoghese naviga in questo momento in acque poco tranquille, poichè con i Bleus si sta trovando a galleggiare nelle zone umili della Premier League, ed è la prima volta che lo "Special One" affronta una situazione simile: infatti il suo curriculum è più che ricco di innumerevoli e importanti titoli.
La prima Champions League la ottenne sulla panchina del Porto, non proprio tra le prime squadre europee, dopo aver vinto il campionato nazionale. Dopo l'esordio vincente nel calcio dei grandi per Josè seguì l'avventura al Chelsea in cui si trovò ad allenare giocatori del calibro di Drogba e Lampard e raccolse varie Premier League e coppe nazionali.
Il coronamento della sua carriera, però, avvenne con il "triplete" nel secondo anno in cui allenava l'Inter, che vinse la Coppa Campioni contro il Bayern Monaco per 2-0 con doppietta di Diego Milito e assist di Sneijder ed Eto'o. 





A ciò seguì la panchina del Real Madrid, in cui non raccolse molte soddisfazioni, e il ritorno al Chelsea, fino a questo momento amaro, almeno per quanto riguarda i risultati.
Per un allenatore abituato ai grandi lidi del calcio sicuramente non sarà semplice uscire dalle zone basse della classifica, ma stando alle opinioni di professionisti come Alex Ferguson, storico ct del Manchester United, Mourinho è l'unico allenatore in grado di far cambiare rotta al chelsea e secondo lo scozzese sarebbe sciocco esonerare uno dei più grandi allenatori del pianeta.

Sir Alex Ferguson







Certamente, nota la stima di Roman Abramovich nei confronti dello "Special One", il patron del Chelsea difficilmente dovrebbe esonerare dall'incarico di allenatore Josè Mourinho, ma è chiaro che se i risultati non dovessero migliorare e si incrinasse il rapporto con i giocatori, specie con Eden Hazard, con il quale sembra che il rapporto non sia mai stato esattamente idilliaco, l'imprenditore russo potrebbe anche ricorrere all'esonero del tecnico portoghese.



 
Matteo Boniello




Everybody loves films



Si avvicina ormai uno degli eventi più importanti legati al mondo del cinema. Ovviamente stiamo parlando della fantomatica Notte degli Oscar. Aspettata con grande trepidazioni da tutti fra registi, sceneggiatori e attori, in questa occasione, come ogni anno, verranno nominati i migliori film dell’anno e verrano assegnati i premi ad essi legati.
 Cominciamo con due parole sulla storia degli Oscar La prima edizione avvenne nel (non poi così tanto) lontano 1929 nella Blossom Room dell’Hollywood Roosevelt Hotel (Los Angeles). Fino al 2004 la Notte degli oscar si teneva il primo lunedì di domenica, per poi passare all’ultima domenica di Febbraio (che quest’anno cadrà il 28).
Forse non tutti sanno che il nome ufficiale della leggendaria Mstatuette è Academy Award of Merit. Curiosa quindi la nascita della denominazione “Oscar”, che a quanto pare deriva dal fatto che Margaret Herrick, dopo aver visto la statuetta, esclamò :"Assomiglia proprio a mio zio Oscar!"
Ma ora passiamo ai veri protagonisti: i film. Parecchie le ottime proposte a questa edizione, tra le quali pure il ritorno di Tarantino e un'altra opere con protagonista la giovane e talentuosa Jennifer Lawrance.

(Facciamo notare che la lista ufficiale delle candidature verrà annunciata il 14 gennaio)

  • The H8ful Eight

Diretto dal già vincitore premio Oscar Tarantino, con questo film il regista ritorna nel genere western, già affrontato in Django Unchained, sconvolgendo il campo di battaglia ambientando il tutto in inverno. Addio deserti, lasciate spazio alla neve. Cosa dire? Il film uscirà nelle sale americane a Gennaio, e arriverà presto pure da noi. Grandi speranze su quest'opera; vediamo cosa riusirà a tirarne fuori il maestro della regia!

 

  •  The Danish Girl



Diretto da Tom Hooper, The Danish Girl gira attorno alla situazione di Lili Elbe, una fra le prime transessuali della storia ad essersi riconosciuta come tale e ad essersi sottotposta a delle operazioni di cambio di sesso. Il personaggio principale viene interpretato da Eddie Redmayne (già famoso per la sua interpretazione in La Teoria Del Tutto), che per questo film trasforma la sua figura in modo impressivo, accompagnato da Alicia Wikander. Tema quindi molto profondo per questo film, che si porspetta come uno dei più discussi dell'anno.





  • Joy

Dalla terza collaborazione tra il regista David O. Russell e gli attori Jennifer Lawrence (Joy Mangano), Robert De Niro (Rudy Mangano, padre di Joy) e Bradley Cooper nasce il film di genere drammatico-biografico intitolato "Joy". E' la storia travagliata di una donna e della sua famiglia attraverso quattro generazioni, nella quale tutto può cambiare, alleati diventare nemici e nemici diventare alleati (sia nella famiglia che nell'ambito lavorativo, mondo che non perdona). Fattori importanti quali tradimento, amore ed inganno danno vita a questa intensa storia sul diventare un punto di riferimento nella vita.
La visione sarà sicuramente attesa, soprattutto perché il trailer, essendo composto da spezzoni del film che sembrano non seguire un ordine cronologico, crea molta curiosità nello spettatore, che quindi dovrà guardarlo per "riordinare" le idee che si è fatto del film.


  • Spotlight

Si tratta di un film drammatico diretto dal regista Tom McCarthy, basato su una storia vera. Questo film presenta la segnalazione investigativa di un team di giornalisti (composto da Rachel McAdams, Mark Ruffalo, Michael Keaton e Brian d'Arcy James) mediante la quale il Boston Globe scopre il grande scandalo delle molestie su minori all'interno di un'arcidiocesi cattolica locale. Ambientato nel mondo del giornalismo, questo film riuscirà a prendere il cuori degli appassionati degli scoop


Altro da aggiungere? Oltre a questi quattro esponenti, verranno premiati molti altri film anche quest'anno (riuscirà Leonardo Di Caprio a vincere il suo agognato Oscar questa volta?), quindi, se volete scoprirne di più, non vi resta che  seguire a premiazione ufficiale il 28 Febbraio e godervi lo spettacolo! Per chi volesse farsi un bel viaggietto, ecco il luogo dell'evento.


IL FILM HA INIZIO
                                                                Marzia Capraro/Lorenzo Maritano

Sogno Americano: Aspettative VS Realtà

L'America, personalmente, mi ha sempre affascinata, come credo abbia fatto con la maggior parte della popolazione di tutto il mondo. A mio parere, questo desiderio di viaggiare negli Stati Uniti è dato dalla novità e dal progresso. Ci sembra il luogo dove tutto può accadere, terra di libertà, "concrete jungle where dreams are made of" per citare Alicia Keys (http://www.aliciakeys.com/) nella celebre canzone "Empire State of Mind",


paese di giustizia. Non si tratta esattamente di questo. Pur essendo un paese meraviglioso, meta ai primi posti delle classifiche, ci sono varie problematiche che toccano gli Stati Uniti d'America, complicazioni tanto significative da far cambiare idea su questa grande nazione. 


Disparità sociali C'è tanta gente che guadagna £100.000 all'anno ma ancor più gente che fa la fame e vive in roulotte o quartieri malfamati. Per quanto riguarda il lavoro, il tasso di disoccupazione varia negli anni (dal 2006, con una percentuale di 4,6%, ha subito un aumento nel 2008, per poi ritornare ad un ribasso nel 2014, durante il quale era di 6,3%) e tra le minoranze oscilla tra il 20% e l'80%, soprattutto con lavori precari.





Disparità razziali gli afroamericani e latinoamericani tipicamente hanno un reddito più basso, un livello di istruzione inferiore e meno rappresentanza politica.



Sanità Negli Stati Uniti il diritto alla salute non è garantito costituzionalmente. Le cure mediche sono erogate ai soli cittadini coperti da assicurazione sanitaria. Il numero di persone non coperte da assicurazione sanitaria è passato dai 35 milioni del 1990 ai 47 milioni nel 2006, su una popolazione di 300 milioni di abitanti. Il numero di bambini sotto i diciotto anni privi di assicurazione sanitaria è passato dagli 8 agli 8,7 milioni nell'arco di un anno (2005-2006). Gli interventi di emergenza vengono effettuati ma il paziente deve successivamente restituire la cifra spesa dall'ospedale, anche tramite mutuo. Secondo Amnesty Internatonal il tasso di mortalità delle partorienti è raddoppiato in poco meno di vent'anni. La mortalità materna continua ad aumentare in modo significativo e nonostante una spesa sanitaria tra le più alte nel mondo, ogni giorno due/tre donne perdono la vita per complicazioni sorte al momento del parto.




Crimine Soprattutto nelle periferie delle grandi città è dovuto in particolar modo alla possibilità di comprare armi senza bisogno di porto d'armi.






Sono quindi questi i fattori da tener bene in mente, soprattutto nel caso in cui ci si voglia trasferire negli Stati Uniti, poiché gli immigrati hanno, come tali, meno diritti e possibilità di quelli già ridotti dei cittadini americani.

Marzia Capraro

Errori

aforisma di Confucio
(fonte)

Errori, tutti ne commettiamo e continueremo a commetterli, alcuni possono essere fatali, altri innocui, ma sono sicuro che tutti almeno una volta abbiamo pensato:" cavolo, quanto vorrei tornare indietro e non fare questa scelta"; ed è per questo che mi sono armato di taccuino e matita, sono sceso in strada a chiedere alle persone quale fosse l'errore, anche non loro, che cambierebbero:

ho notato che in molte fasce d'età si riscontra una risposta comune

Tra i giovani (fino ai 18 anni)(dalla risposta più data a quella meno):

  1. evitare, spero scherzosamente, la nascita di qualcuno degli amici
  2. rimediare ad errori del passato di vario genere
  3. non aver mai iniziato a fumare
  4. non cambiare nulla

riguardo a questo quarto punto mi ha colpito molto la spiegazione che mi hanno dato: " Non bisognerebbe cambiare nulla dei nostri errori, poiché i nostri, e quelli degli altri, anche di persone che forse mai incontreremo o che sono già morte, hanno contribuito a renderci quelle persone uniche che siamo."

Tra gli adulti (dai 19 ai 70'anni):
  1. essere rimasti in contatto con gli amici d'infanzia
  2. aver scelto la scuola che si voleva e non quella imposta dai genitori
  3.  aver prestato troppa attenzione ai giudizi degli altri e non aver fatto quello che si voleva
  4. aver represso troppo i propri sentimenti

Tra gli anziani (dai 70'anni in su):
  1. aver passato più tempo con la famiglia/ aver voluto dimostrare più affetto ai propri cari
  2. non avere mai iniziato (o aver smesso in tempo) di fumare
  3. non cambiare nulla
  4. non aver voluto/potuto studiare abbastanza

queste sono le quattro categorie d'errore che ho riscontrato di più facendo domande.
Non dobbiamo temere gli errori, come dice Oscar Wilde:"esperienza è il nome che diamo ai nostri errori", infatti senza di essi non sapremo come comportarci o consigliare un altro in una situazione simile; ringraziate gli errori, ci hanno reso quello che siamo. 
aforisma di Oscar Wilde
(fonte)
-Ludovico Giurlanda

Genitori e figli : "Agitare bene prima dell'uso"


In un secolo dove il rapporto tra genitori e figli è sempre meno solido, quali sono i problemi dell'uno e dell'altro?
Il rapporto tra adulti e giovani non è mai stato armonioso : a nessuno le frasi "non puoi capirmi" o "ai miei tempi io.." giungono nuove, eppure tutt'oggi provocano svariate discussioni quotidiane all'interno delle famiglie. Chi più chi meno nel periodo dell'adolescenza ha avuto un rapporto bellicoso con i propri genitori a volte con conseguenze inattese e del tutto involontarie. 
Bisogna prendere in considerazione entrambi i lati della medaglia e in modo del tutto neutrale. Sicuramente gli adolescenti non credono nemmeno per un secondo che i loro genitori, ai loro tempi, non abbiamo avuto dei "problemi" con i loro genitori e quest'ultimi conoscono a memoria il copione dell'adolescenza.

Il primo problema sta nel fatto che spesso i genitori, involontariamente, non riescono a dare ai propri figli il sostegno di cui avrebbero bisogno, dimenticandosi ciò che un ragazzo prova in quegli anni, pur sostenendo quanto per loro fosse complicata e difficile la vita durante la loro adolescenza e scordandosi che le stesse discussioni le avevano sostenute con i loro genitori in quel periodo.
In secondo luogo gli adoloscenti non riescono, ancora troppo giovani e inesperti, ad interpretare gli avvertimenti e le ansie dei propri parenti in modo corretto, non capendo che un genitore cerca il bene del proprio figlio anche attraverso vie che, durante la giovane età, appaiono l'opposto  e inutili.
Come afferma un genitore del ventunesimo secolo in un tema fra il rapporto tra genitori e figli :
"Il rapporto tra adulti e adolescenti diventa ogni giorno che passa sempre più difficile; gli adulti non riescono più a seguire i propri figli perchè la vita corre troppo e non tutti sono pronti ad affrontarla, nemmeno noi adulti. Ma il vero rapporto con i figli si instaura nel periodo adolescenziale, allorquando iniziano i primi contrasti e il piccolo che fino ad allora era ubbidiente e non suscitava preoccupazioni comincia a sottrarsi alla tua educazione, ti contraddice.
Infatti oggi che mi ritrovo a rivestire la figura di genitore comprendo le difficoltà che un adulto deve superare affichè possa comprendere ed aiutare il proprio figlio in una fase così delicata quale è l'adolescenza"
Ma allora entrambi sono di fatto dalla parte del torto?
In conclusione genitori e figli sono rette incidentali che si andranno a scontrare continuamente, il fraintendimento da parte di entrambi causerà sempre discussioni che fanno parte della nostra quotidianità. Bisogna cercare di conviverci e di trarne frutto per il futuro quando toccherà a loro svolgere un ruolo di genitore.

Rebecca Giordan

Il retroscena del calcio


Gli effetti opposti del calcio.
Da quanto tempo ormai il calcio non è più solamente uno sport capace di regalare emozioni fortissime a un'enormità di persone?
 Nato come un gioco, diventato uno sport, trasfigurato in un business e in un presente in cui i casi di doping, i moderni scandali sul calcio scommesse, la violenza, i presidenti che comprano e vendono squadre a ripetizione allontanano gli amanti dello sport e i veri tifosi, non quelli che si accoltellano al di fuori di uno stadio, ma quelli che amano il calcio e che vogliono solo godersi novanta minuti guardando la partita della squadra del cuore.

Tifoseria in Italia e relativo incasso delle squadre
Il calcio è diventato uno dei più grandi business mondiali, una vera e propria gigantesca macchina da soldi: secondo i dati diffusi dalla lega calcio, i ‘sostenitori’ italiani del gioco del calcio sono circa 37 milioni di persone, i quali contribuiscono ad alimentare un giro di affari che si aggira sui 7,5 miliardi di euro. Lo stato italiano, dall’industria del calcio, ricava più di 1 miliardo di euro.

 Il calcio più ricco d'Europa è quello inglese, la Premier League fattura quasi 2 miliardi d'euro all'anno contro 1,6 miliardi della serie A italiana. Ma quello che risalta è che la quota più rilevante, in Italia oltre il 50% del totale, deriva dalla vendita dei diritti televisivi. Il resto arriva dagli introiti delle partite (16%), dagli sponsor (14%) e da altre attività (17%) come il merchandising. Inoltre va sottolineato che, in Italia i ricavi sono aumentati quasi esclusivamente grazie ai contratti delle pay-tv.

Molti dicono che lo sport non è più l'obiettivo, ma solo un mezzo per promuovere il business al punto da modificare il detto in:”L'importante non è vincere, ma guadagnare!”. Proprio questa ideologia, riduce sempre più il significato di passione. Stipendi da capogiro, società quotate in borsa, diritti televisivi:  valori del calcio vengono sotterrati dall'interesse economico


(Commento dell'allenatore Sacchi che completa il discorso)

Brian Torre

Non dirmi che hai paura Saamyia

Saamiya Yusuf Omar è la protagonista del libro di Giuseppe Cotozzella:”Non dirmi che hai paura”. Ma oltre a questo è una ragazzina coraggiosa classe 1991 che ha partecipato alle olimpiadi di Pechino 2008 contando solo sulle forze. Forse nessuno ha mai sentito parlare di lei É nata a Mogadiscio in Somalia da una famiglia povera, è rimasta orfana di padre a causa di un proiettile vagante. Sì perché dove è nata lei c'è la guerra. Ha sempre avuto la passione per la corsa, una passione così forte da spingerla ad allenarsi pur indossando un burqa e a partire come tanti per un lungo viaggio verso un futuro migliore.
 É morta nell'aprile del 2012 nel mar Mediterraneo,come tanti,dopo un tormentato viaggio a bordo di un barcone.

La storia di Saamiya non ci è nuova, Ogni giorno sentiamo notizie riguardati le drammatiche storie dei migranti ma c'è un particolare che mi ha profondamente colpito:Saamya era un'atleta professionista, aveva partecipato alle olimpiadi eppure la sua passione e la disperazione hanno spinto anche lei a partire. Ha attraversato il deserto del Sahara e gran parte dell' Africa e tutto ciò in tre lunghi anni. propio lei che era andata in televisione, che aveva sfilato alle Olimpiadi e aveva corso i 200 m di fianco a grandi campionesse,indossando comuni scarpe di ginnastiche e una fascetta in testa regalata da suo padre,fisicamente sottopeso ma con una grinta pari se non superiore alle altre atlete,proprio lei è morta miseramente a pochi kilometri dalla Sicilia La sua storia è stata ricostruita tramite le testimonianze di  parenti e amici della donna che hanno voluto contribuire a  raccontare e a rendere nota questa storia intensa. Penso che “Non dirmi che hai paura” sia un libro coinvolgente che fa riflettere su una questione molto attuale come quella dei migranti sulle nostre coste. é certamente un libro che colpisce il cuore, e ci fa spalancare gli occhi su quella che è la follia degli uomini e su cosa vuol dire avere veramente coraggio.
la capacità dell'autore sta nel ricostruire la vita di Saamya nei minimi dettagli,in modo tale che leggendo sembra di poter sentire la sabbia fine di Mogadiscio che scorre sotto i piedi.
"a volte facevamo di tutto per non guardare in quella direzione. C'erano giorni però in cui era troppo doloroso, erano i giorni di sole forte e di cielo blu in cui soffiava forte il vento fresco che arrivava dal largo. Era doloroso soprattutto per Hodan(la sorella) , che da piccola faceva il bagno e giocava sulla sabbia, e si ricordava com'era bello"...

Miriam Brignolo 

Breaking Bad : Una serie cattiva


Breaking Bad è una serie tv americana andata in onda dal 2008 al 2013 , trasmessa dall'emittente via cavo AMC.
La serie è stata ideata e scritta  da Vince Gilligan , che è riuscito ad inventarsi una serie senza mezzi termini e che ti entra subito nel cuore.



Il protagonista della storia è Walter White , un proffessore di chimica del liceo che vive insieme alla moglie Skyler incinta della loro secondogenita ed il figlio Walter Jr , affetto da paresi cerebrale e costretto a muoversi con le stampelle.
Per le difficoltà economiche che la sua famiglia ha , Walt è costretto a fare un secondo lavoro, ovvero il dipendente in un autolavaggio, lui prova un profondo senso di insoddisfazione nella sua vita ed è considerato da tutti un uomo debole e remissivo. In particolare da suo cognato Hank , con cui peraltro ha un buon rapporto, che lavora come agente nella DEA, l'antidroga di Albuquerque, che paragona la sua vita avventurosa a quella di Walt .
Dopo che gli viene diagnosticato il cancro ai polmoni, Walt decide di iniziare a cucinare metanfetamina, dopo che suo cognatolo porta con lui durante una retata in un laboratorio e lui vede scappare Jesse Pinkman , un suo ex alunno che Walt ha sempre considerato come un ragazzo dal potenziale inespresso.
Così poi Walt incontra Jesse e gli propone di iniziare a cucinare insieme, Jesse accetta e da quel momento inizieranno le loro avventure future.



Durante l'intera serie poi verranno ad aggiungersi anche molti altri personaggi che avranno un ruolo importante nella serie , impossibile in questo caso non citare Gustavo Fring , il futuro capo di Walt , che sotto un aspetto buono e simpatico , cela un'anima spietata e veramente cattiiva.
Questa serie tv è diventata un cult del genere drammatico-thriller, che ha conquistato milioni di persone nel mondo ed ha vinto anche numerosi premi agli emmy awards quali miglior attore protagonista, miglior attore non protagonista, e molti altri che ora non starò ad elencare .
Se siete rimasti incuriositi e volete sapere come va a finire la storia non vi resta che correre a guardarlo, Buona Visione !


Un papa coraggioso

Papa Francesco in Repubblica Centrafricana
Papa Francesco ci aveva già abituati al suo modo di fare, non accettato ben volentieri da tutti, sin dall'inizio del suo pontificato (eletto il 13 marzo 2013): vuole stare insieme alla gente, senza paura. Ne sono un esempio la sua decisione di voler vivere in un piccolo alloggio invece che nell'abitazione papale, l'aver bevuto della coca-cola dalla lattina di un perfetto sconosciuto e infine l'aver voluto di nuovo la papamobile “aperta”dopo che era stata modificata in seguito all'attentato a papa Wojtyla del 13 maggio 1981 . Non dovrebbe quindi stupire la sua decisione di andare in centro Africa. Questa volta però è diverso, infatti si recherà dal 25 al 30 novembre in Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana; paesi in cui c'è ancora uno stato di guerra civile e dove sono attivi vari gruppi Jihadisti. Di conseguenza c'è un alto rischio di pericolo. Inoltre, il 29 novembre, aprirà la prima Porta Santa del Giubileo straordinario della Misericordia nella cattedrale di Bangui (rep. Centrafricana). Inaugurerà così per la prima volta un giubileo fuori da Roma.
  Diversi servizi segreti hanno sconsigliato al pontefice di intraprendere questo viaggio sia per gli scontri di guerra civile, sia per il pericolo di attentati terroristici da parte di Al Shabaab e di Boko Haram. Questi gruppi terroristici, nonostante ci sia un tentativo da parte degli stati africani di eliminarli o almeno di arginarli, continuano a spargere il terrore con violenti attentati ( l'assalto al centro commerciale di Nairobi nel 2013 e quello all'università di Garissa in Kenya nel 2015 i più famosi). Jorge Bergoglio però non si è fatto scoraggiare e non ha voluto rinunciare a quest'occasione di stare con quelle persone che, ora più che mai, hanno bisogno della sua presenza. Quella del papa è quindi una scelta coraggiosa. Molti sperano che possa dare finalmente una svolta a quei paesi africani in cui, da troppo tempo, la guerra, la violenza, l'odio, la prepotenza e l'ingiustizia la fanno da padrone infliggendo enormi sofferenze a una popolazione stremata, indifesa e innocente.
                                                                                                                                        Carrè Emanuele

martedì 8 dicembre 2015

Caparezza: un personaggio musicalmente politico

E’ giusto far coincidere musica e politica a volte? Sembra non curarsi molto della risposta a questa domanda un certo personaggio della scena rap italiana: Caparezza che da pilastro della musica hip hop  quale è, sempre più negli ultimi anni ha denunciato nelle sue canzoni le ingiustizie e gli scandali della nostra madre patria Italia. Nelle sue canzoni non esprime chiaramente una sua idea politica, che lascia comunque sottintesa, ma si limita a mettere in dubbio cose che ormai oggi noi diamo per scontate. La critica di Caparezza tocca tutti gli ambiti: dalle ingiustizie subite dalla classe operaia, alla cattiva amministrazione delle regioni ( ne un esempio la sua canzone più celebre “Vieni a ballare in Puglia”) ai politici che di cui si burla per mezzo di frecciatine a volte non troppo sottili. La sua musica sembra fatta apposta per risvegliare il giovane idealista che è dentro ognuno di noi però non molti sembrano curarsene:le sue canzoni sono spesso impegnate sia politicamente che moralmente e non sono canzoni che sempre si riescono a prendere con leggerezza e questo, in un modo o nell’altro, ha fruttato al cantante una certa quantità di Haters che si contrappongono alle sue orde di fan. Per nulla turbato dalle critiche Caparezza sforna album dopo album piccoli gioiellini nostrani che con rime baciate puntano a far aprire gli occhi ad una società ormai orfana di esempi.


Antonio Baione
 
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