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lunedì 30 novembre 2015

Prostituzione e paradossi.

Prostituzione e Paradossi


"La perversione che c'è dietro sta scenografia
 la sottile linea sporca tra marca e marchetta
 di un paese che di notte la cerca e di giorno l'arresta"
- J Ax  
Pochi versi che descrivono perfettamente un paradosso quasi da barzelletta, che trova vita in tutto il mondo ma, purtroppo, anche a casa nostra: in Italia. E' il fenomeno della prostituzione, che ormai da molti anni crea controversie e dibattiti accesi nel nostro governo ma che non ha ancora trovato soluzione. Moltissime ragazze che svolgono questo lavoro sono straniere e spesso attirate in Italia con la promessa di una vita migliore, una casa, un bel posto di lavoro; la realtà però è ben diversa: sfruttamento, aggressioni, spesso paura. 
Era il 1958 quando la senatrice socialista, Lina Merlin, ottenne l'approvazione alla legge che sanciva la chiusura delle cosiddette "Case di tolleranza", luogo in cui le prostitute svolgevano, tutelate, il loro lavoro. Oggi questo lavoro,considerato più antico del mondo, viene svolto in case-appuntamento e molto più spesso per strada. Le ragazze che vendono il proprio corpo sono spesso straniere ma anche italiane e mentre i movimenti femministi scendono in piazza contro le questioni etiche e private di qualcuno, ogni notte le strade delle nostre città esaltano il paradosso. Il racket delle prostitute di strada pare essere la normalità e venire supinamente accettato. 

Quelli che una volta erano i Casini, rappresentavano forti entrate fiscali alla cassa dello stato e i controlli sanitari sulle praticanti erano periodici ed obbligatori mentre oggi tutto questo è solo un ricordo.
Pia Covre, ex prostituta e cofondatrice del Comitato per i diritti civili delle prostitute, in un'intervista, alla domanda "Cosa ne pensa della legge Merlin?", risponde:"La legge Merlin, con la chiusura delle case chiuse, non ha abolito la prostituzione ma l’ha relegata nell'illegalità. La legge prevede il reato di sfruttamento della prostituzione, ma anche il reato di favoreggiamento della prostituzione. Quest’ultimo, di fatto, impedisce alle lavoratrici e ai lavoratori del sesso di lavorare al chiuso insieme, e anche di frequentare locali pubblici per cercare clienti, perché i gestori rischiano di perdere le licenze. Sono limiti che discriminano le persone che fanno questo lavoro." L'argomento è decisamente complicato e sicuramente rispondere in poco tempo non è affatto possibile. Ti lasciamo una riflessione: possiamo davvero elidere il mestiere più antico del mondo? Oppure dobbiamo trovare solamente la collocazione migliore nella società di oggi?

Di fianco troverete un video con l'intervista  di Smart generation TV, canale youtube di inchiesta a tuttotondo. 















                                                                          Giulia Mortarotti 
                                                                          e Roberta Gemelli

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