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liceo alfieri 1b
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06:07
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Attualità
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Papa Francesco in Repubblica Centrafricana
Papa Francesco ci aveva già abituati al suo modo di fare, non accettato ben volentieri da tutti, sin dall'inizio del suo pontificato (eletto il 13 marzo 2013): vuole stare insieme alla gente, senza paura. Ne sono un esempio la sua decisione di voler vivere in un piccolo alloggio invece che nell'abitazione papale, l'aver bevuto della coca-cola dalla lattina di un perfetto sconosciuto e infine l'aver voluto di nuovo la papamobile “aperta”dopo che era stata modificata in seguito all'attentato a papa Wojtyla del 13 maggio 1981 . Non dovrebbe quindi stupire la sua decisione di andare in centro Africa. Questa volta però è diverso, infatti si recherà dal 25 al 30 novembre in Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana; paesi in cui c'è ancora uno stato di guerra civile e dove sono attivi vari gruppi Jihadisti. Di conseguenza c'è un alto rischio di pericolo. Inoltre, il 29 novembre, aprirà la prima Porta Santa del Giubileo straordinario della Misericordia nella cattedrale di Bangui (rep. Centrafricana). Inaugurerà così per la prima volta un giubileo fuori da Roma.
Diversi servizi segreti hanno sconsigliato al pontefice di intraprendere questo viaggio sia per gli scontri di guerra civile, sia per il pericolo di attentati terroristici da parte di Al Shabaab e di Boko Haram. Questi gruppi terroristici, nonostante ci sia un tentativo da parte degli stati africani di eliminarli o almeno di arginarli, continuano a spargere il terrore con violenti attentati ( l'assalto al centro commerciale di Nairobi nel 2013 e quello all'università di Garissa in Kenya nel 2015 i più famosi). Jorge Bergoglio però non si è fatto scoraggiare e non ha voluto rinunciare a quest'occasione di stare con quelle persone che, ora più che mai, hanno bisogno della sua presenza.
Quella del papa è quindi una scelta coraggiosa. Molti sperano che possa dare finalmente una svolta a quei paesi africani in cui, da troppo tempo, la guerra, la violenza, l'odio, la prepotenza e l'ingiustizia la fanno da padrone infliggendo enormi sofferenze a una popolazione stremata, indifesa e innocente.
Carrè Emanuele
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